Chi Siamo

Rete Solidale è un’associazione di volontariato costituitasi a Terracina, a luglio del 2008, con lo scopo di tutelare e sostenere i diritti delle persone disabili e, allo stesso tempo, rilanciare le politiche socio-sanitarie a loro favore approfondendo i temi riguardanti la riabilitazione e l’integrazione dei ragazzi nel contesto sociale.
L’aspetto più innovativo e inusuale è che Rete Solidale vede al proprio interno la presenza non solo di famiglie e di disabili ma anche di operatori socio-sanitari e di volontari. Ciò che si vuole promuovere è, infatti, un approccio diverso che attivi canali e risorse di solidarietà e, attraverso la condivisione dei problemi, stimoli possibili cambiamenti non solo nel disabile e nella sua famiglia ma anche negli operatori e nei volontari.
Un insieme di energie e competenze che ci ha permesso di avviare diversi progetti, alcuni dei quali in collaborazione con istituti scolastici della città, come ad esempio:
“Crescere insieme” gruppi di aiuto alla genitorialità; “Siamo tutti diversi” contro lo stigma e l’emarginazione dei disabili; “Io non capisco…o non ti capisco?” laboratorio per il potenziamento dell’apprendimento e “Saper guardare oltre” incontri di gruppo con adolescenti e giovani disabili incentrati sul racconto e sull’ascolto.
Nel 2009 abbiamo realizzato un convegno sul tema della disabilità dei ragazzi over 18 approfondendo la problematica sotto l’aspetto della continuità assistenziale e dell’inserimento socio-lavorativo.
Abbiamo cercato, inoltre, di coinvolgere soggetti ed Enti diversi convinti che solo da un’azione di rete possano venire risposte realmente efficaci. Infatti, ciò che i disabili e le loro famiglie avvertono come prioritario è il superamento delle settorializzazioni e la necessità di costruire percorsi che siano il risultato di una condivisione e che recuperino un’idea progettuale capace di rimettere in sintonia il territorio con i suoi cittadini e con i bisogni che essi esprimono.

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Per essere cittadini


I bambini giocano alla guerra.
E' raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai pum e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E' la guerra.

C'è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.

Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.

E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura


Bertold Brecht
Augusta 10 febbraio 1898
Berlino, 14 agosto 1956

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